Worldwide Emergency Telemedicine Services

 
 
Un traghetto rischia di affondare in acque internazionali, un incidente stradale ai confini di stato coinvolge decine di auto e molti feriti, un viaggiatore a bordo di un aereo necessita di cure urgenti.

Ecco tre tipici esempi di emergenze sanitarie, per affrontare le quali è necessario coordinare e integrare al meglio, anche a livello internazionale, il tempestivo intervento delle istituzioni e dei mezzi di soccorso di ogni tipo (elicotteri, ambulanze, imbarcazioni, personale medico e paramedico, volontari).

Si tratta di rispondere a una precisa esigenza di coordinamento, integrazione e ottimizzazione delle operazioni sia in termini quantitativi (numero e tipo dei mezzi) sia qualitativi (tipologia dei mezzi e delle competenze da inviare sul posto), che garantisca il miglior risultato possibile per i destinatari dell’intervento, minimizzando il periodo di tempo che trascorre dall’evento all’inizio delle cure appropriate. E’ infatti dimostrato che tale periodo è uno dei principali parametri che influenza il risultato finale dell’intervento.

Alcune cifre danno un’idea della dimensione del fenomeno dell’emergenza sanitaria:

1,4 persone su 1000 muoiono ogni anno per arresto cardiaco.
50.000 decessi avvengono per i soli incidenti stradali in Europa, con 1,5 milioni di feriti.
In tutto il mondo, 3,5 milioni di persone all’anno muoiono per incidenti o violenze.
Nei paesi industrializzati, il trauma cranico è tra i fattori di morte più comuni.
Sotto i 65 anni di età, le ferite da trauma incidono sulla vita più degli attacchi di cuore e dei tumori messi insieme.

Anche dal punto di vista economico, il fenomeno assume una notevole rilevanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale delle Sanità, il costo globale di tutti gli incidenti ammonta a circa l’1% dell’intero Prodotto Interno Lordo (PIL) di una nazione, indipendentemente dal suo grado di sviluppo.

Per rispondere alle esigenze di migliore integrazione e coordinamento negli interventi in emergenza a terra, in mare e in aria, il progetto WETS (Worldwide Emergency Telemedicine Services) intende sperimentare in condizioni di vita reale, in diversi Paesi dell'Unione Europea, l’utilizzo della telematica nei diversi ambiti istituzionali e organizzativi.

WETS nasce e trae spunto dalle esperienze e dai risultati di due precedenti progetti della Commissione Europea DGXIII C/4, focalizzati rispettivamente sull’emergenza a terra (HECTOR) e in mare (MERMAID), e vede coinvolti istituzioni e agenzie che gestiscono servizi di emergenza (118), centri ospedalieri, società armatoriali, centri universitari di ricerca, operatori telefonici nazionali e industrie, oltre a un vettore aereo nazionale europeo.

La parola chiave è "integrazione". WETS non vuole sostituire i sistemi di gestione dell’emergenza già esistenti a livello locale, ma si propone di crearne uno più avanzato, in grado di coordinarli su scala più vasta e in contesti differenziati. Il sistema risultante utilizzerà le diverse reti esistenti (GSM, Satellitare, Radio digitale, ISDN), sistemi informativi geografici (GIS) e di posizionamento (GPS), strumenti software e sistemi di trasmissione immagini. Verranno inoltre trasmessi a distanza informazioni cliniche, biosegnali e bioimmagini.

Il consorzio WETS è formato da 22 partecipanti provenienti da 5 Paesi Europei (Italia, Spagna, Grecia, Danimarca e Islanda) e il progetto è coordinato dal partner italiano TSD-Projects. La sperimentazione avverrà in ognuna delle nazioni partecipanti, con modalità coerenti alle diverse strutture presenti, ma con l’obiettivo di creare un insieme di soluzioni di ampia interoperabilità.

Saranno studiati anche le soluzioni migliori relativamente ai problemi normativi e legali e di riservatezza dei dati, particolarmente critici nella gestione degli interventi di emergenza. Infine verranno analizzati gli aspetti economici, evidenziando le modalità di sviluppo sostenibile per la diffusione dei servizi di telematica legati all’emergenza.

PARTECIPANTI EUROPEI

Centri coordinamento emergenza: 118 Genova (I), Departemento SAMUR (E), Empresa Publica de Emergencia Sanitaria (E), Landspitalinn – University Hospital of Iceland (IS), Reykjavik Hospital (IS)

Centri di teleassistenza sanitaria marittima: Centro Italiano Radio Medico (I), Institute of Maritime Medicine (DK)

Centri di ricerca e università: Consorzio Armatori per la Ricerca (I), Dipartimento Informatica Sistemistica e Telematica dell’Università degli Studi di Genova (I), Universidad Politecnica de Madrid (E), Aristotle University of Thessaloniki (GR)

Linee aree e armatori: Olympic Airways (GR), Eletson (GR)

Società di telecomunicazioni: STAT (GR), Telecom Italia (I)

Società: TSD-Projects (I), BIOTRAST (GR), Express Service (GR), Transport Research & Development (GR), SADIEL (E), On Campus Technology (E), FINSIEL (I)

PARTECIPANTI ITALIANI

TSD-Projects srl, società di sviluppo di soluzioni informatiche e telematiche per la sanità, avrà il compito di gestire l’intero progetto a livello europeo, coordinando tutte le attività a livello europeo e italiano.

CONSAR (Consorzio Armatori per la Ricerca), ente di ricerca che vede associati le maggiori società armatoriali italiane, fornirà le navi per la sperimentazione in mare.

CIRM (Centro Internazionale Radio-Medico) fornisce da 60 anni assistenza medica via radio alle navi in navigazione, fornirà il punto di collegamento tra emergenza in mare e rete dei centri clinici di riferimento a terra.

DIST (Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica dell’Università degli Studi di Genova) studierà le caratteristiche e le componenti della rete integrata a supporto del sistema.

Azienda Ospedaliera Ospedale San Martino e Cliniche Universitarie ConvenzionateServizio 118. Attualmente gestisce e coordina 354 ambulanze o unità mobili, 2 elicotteri (in collaborazione con VV.FF), oltre a coordinare le attività dei 118 della Regione Liguria. Costituirà il principale sito sperimentale italiano.

FINSIEL S.p.A., la società di software e servizi che ha realizzato le centrali 118 della Liguria, fornirà le competenze di integrazione tra la centrale e i sistemi proposti da WETS, anche tramite la propria consociata DATASIEL.

Il progetto WETS, che ha una durata di due anni (1998-99), prevede un investimento complessivo di circa 5 miliardi di lire, parzialmente finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito dei progetti di ricerca del 4° Programma Quadro dell’Unione Europea – Programma Applicazioni Telematiche settore Telematica in Sanità DGXIII C/4.

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